Arti marziali o sport da combattimento? Confronto, opinioni

Molte persone non conoscono la reale differenza tra le arti marziali e gli sport da combattimento. C’è da dire infatti che mentre da una parte la linea tra questi due tipi di attività è ben definita, per altri aspetti invece ci sono molte incertezze in proposito e alcuni dubbi che non è sempre facile sbrogliare. Ogni maestro e istruttore ha chiaramente una visione diversa di questa differenza sostanziale, ma è anche vero che non tutto è così relativo, vista l’esistenza di alcuni requisiti fondamentali che distinguono le due attività sopracitate.

Molto spesso, la maggior parte di questi dubbi derivano dal fatto che, ad esempio, alcune discipline che sono considerate come degli sport da combattimento derivano in realtà dalle arti marziali tradizionali e col tempo restano quindi a metà strada tra i due tipi di sport, in una sorta di zona sovrapposta, che contribuisce solo a creare ulteriore confusione in merito. Per schiarirti le idee, continua a leggere questo articolo.

Partiamo dalle definizioni

Per capire meglio esattamente in cosa queste due attività sportive sono simili e si incontrano e in cosa invece sono a volte anche profondamente diverse, occorre anzitutto partire dalle loro due definizioni. Lo sport da combattimento è una competizione che ha essenzialmente lo scopo dell’intrattenimento che si basa su alcune regole regole e su standard prestabiliti. I due contendenti si sfidano e vince lo sfidante che, entro un certo termine di tempo prestabilito, ottiene un maggior numero di punti o mette l’avversario in una condizione in cui non può proseguire.

Le arti marziali, invece,  includono tutto l’insieme delle movenze (e delle combinazioni fra esse) codificate e stabilite per scopi di diverso tipo. A differenza del classico sport da combattimento, le arti marziali si basano su una filosofia che ha a che fare con la presenza di elementi religiosi e spirituali e questo rimanda di fatto alle origini delle arti marziali.

Alcune differenze: natura, scopo, regole

Una delle principali differenze che sussistono tra le arti marziali e gli sport da combattimento ha a che vedere con la loro stessa natura, la loro origine e la loro definizione. Le arti marziali hanno origini molto antiche; nate quando la popolazione mondiale era ancora suddivisa in dei piccoli gruppi e c’era quindi la necessità di difendersi dai continui attacchi nemici, le arti marziali sono arrivate a noi proprio come strumento di difesa, come attività per proteggere se stessi. Per quanto riguarda gli sport da combattimento, invece, si tratta essenzialmente di sport, ossia delle competizioni con dei regolamenti ben precisi che vengono dettati da una federazione o da un organo riconosciuto che sanziona ogni singolo evento.

Lo sport è da sempre una pura forma di intrattenimento, ed è stato così fin dai tempi dei greci e dei romani, ed è nato dunque proprio con lo scopo di intrattenere la popolazione. In seguito, l’evoluzione ha anche qui portato dei cambiamenti molto importanti, e oggi lo sport non è solo intrattenimento ma anche e soprattutto momento di piacere e di benessere, oppure opportunità di condivisione (nel caso ad esempio degli sport di gruppo).

Un’altra delle differenze che distingue questi due tipi di attività ha a che vedere con quella tra regolamento e tradizione. Gli sport da combattimento hanno infatti un regolamento scritto, ben definito e che può essere sanzionato. Ciò significa che questi sport includono degli organi preposti che scelgono e decidono con attenzione tutte le regole che stabiliscono lo svolgersi del gioco. Uno sport da combattimento ha quindi dei giudici e degli arbitri che controllano che queste regole vengano rispettate e che al termine dell’incontro decretano il vincitore finale.
Questo aspetto così rigido, se si può dire così, non fa parte invece delle arti marziali che non si basano invece su nessun tipo di regolamento. Tutto quello che viene fatto nelle arti marziali, di fatti, arriva direttamente dalle regole che la tradizione ha portato avanti, e che i vari gruppi si impegnano a rispettare, generazione dopo generazione.

La tecnica: rigidità contro fluidità

Altre differenze importanti tra questi due tipi di attività che è molto importante conoscere hanno a che vedere invece con l’aspetto delle tecniche che vengono impiegate durante il loro svolgimento. Negli sport da combattimento infatti si cerca di portare all’estremo la tecnica, che deve essere il più precisa possibile, efficace e in grado di causare il maggior danno all’avversario, ma usando la minor quantità di energia possibile. È qui, infatti, che intervengono tutte quelle figure che sono preposte a migliorare le prestazioni del singolo atleta, dai preparatori atletici, ai nutrizionisti, passando per i fisioterapisti e altri professionisti del settore.

Nelle arti marziali, invece, la tecnica è più fluida, più dinamica, senza troppe regole ferree che regolano e valutano ogni minimo movimento. Sono quindi due cose diametralmente opposte, anche se è chiaro che, a seconda delle singole situazioni, ci possono essere degli esercizi che aiutano a potenziare i colpi, oppure che vengono usati allo stesso modo ma per scopi molti differenti tra di loro.

Fin da piccolo la scrittura è stata per me un rifugio e una passione. Adesso è diventata il mio lavoro.

Sempre attento a quello che scrivo e a come lo scrivo, ho avuto la possibilità di crescere professionalmente nel mondo delle parole, ma senza dimenticare il motivo per cui ho iniziato a scrivere: non solo amore ma autentica necessità. Scrivo di sport e arti marziali, argomenti a cui sono molto affezionato personalmente

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