Arti marziali: con o senza armi?

Le arti marziale indicano un insieme di pratiche fisiche e mentali che sono legate in qualche modo al combattimento, anche se si distinguono in modo netto dai classici sport da combattimento, che invece hanno scopi e regole molto differenti. Derivano dalle vecchie pratiche di allenamento dei guerrieri dell’antico Giappone utilizzate per difendersi dagli improvvisi e frequenti attacchi dei nemici, mentre oggi indicano un’attività fisica completa, che ha a che vedere non solo con un mero scopo di difesa personale ma che, a seconda dei casi, costituisce una palestra anche per la mente di chi la pratica.

Le arti marziali oggi vengono praticate per una serie di ragioni e scopi diversi, tra cui ad esempio per ottenere delle particolari abilità di combattimento, per autodifesa, per questioni di salute fisica o come forma di ginnastica, autocontrollo, controllo della propria forza, meditazione e autostima.

Alcune arti marziali sono considerate più tradizionali e sono ancora profondamente legate ad uno sfondo etnico, religioso o culturale, mentre altre sono diventate col tempo delle attività più moderne che sono riuscite in qualche modo a slegarsi dalle tradizioni più antiche. Una delle differenze interne sostanziali delle arti marziali è quella tra le arti marziali armate e quelle non armate. Cosa significa esattamente?

Arti marziali armate e non armate: differenze

Le discipline marziali si distinguono in armate e non armate (chiamate talvolta anche disarmate). Quelle non armate sono ad esempio il judo, il ju jitsu e il karate, ma questi sono solo alcuni fra i più conosciuti. Per quanto riguarda le armate, invece, ci sono il kung fu, l’aikido e il kobudo. Anzitutto, è opportuno ribadire che le arti marziali prima non comprendevano di fatto questa distinzione, dal momento che in passato, all’origine, le arti marziali erano tutte armate, e solo quelle moderne dunque implicano questa distinzione. Nella modernità, insomma, si è preferito privilegiare la lotta a mani nude, senza l’utilizzo di armi, essenzialmente per rendere l’attività di lotta meno pericolosa.

A questo aspetto di interesse verso una maggiore tutela della salute e dello stato fisico di chi pratica questo genere di attività, si è unito sempre in tempi abbastanza recenti anche un altro aspetto che ha a che fare invece con lo scopo stesso di queste attività. Le arti marziali, se un tempo avevano a che fare solo con una mera questione di difesa personale, oggi ha lo scopo di permettere un miglioramento sia fisico che spirituale, che conduce a preferire l’aspetto sportivo delle discipline, e meno di fatto quello violento e aggressivo.

Le arti marziali non armate, invece, possono essere suddivise a loro volta in due grandi categorie, ovvero le arti della lotta e le arti della percussione. Il sumo ad esempio è una pratica di lotta a terra, non armata. Tra le armi che venivano impiegate nelle discipline marziali armate troviamo ad esempio il cosiddetto bokken, o per meglio dire la spada di legno, oppure la tradizionale spada dei Samurai, la katana, che non è altro che una sorta di alabarda dotata di una lama corta, ovvero l’arco. Poi c’è la vari (lancia) e il classico bastone (molto spesso di legno) che è uno degli attrezzi più usati in questo tipo di attività sportiva. Tra le altre armi utilizzate in questo tipo di arti marziali troviamo anche il batti-grano, formato da due bastoni corti e uniti da una semplice corda.

Quali preferire?

Non c’è una delle due tipologie di arti marziali, armate o non armate, che si può definire migliore rispetto all’altra. Ciò che conta in questo caso è capire bene quali sono le loro differenze sostanziali e intuire quindi quale potrebbe essere il tipo di arte marziale più idonea di fatto alle proprie esigenze. Chi teme l’utilizzo delle armi o non si sente in grado di padroneggiarle preferirà il judo, ad esempio, mentre chi si sente meno portato per la lotta a mani nude preferirà senza dubbio il kung fu.

Fin da piccolo la scrittura è stata per me un rifugio e una passione. Adesso è diventata il mio lavoro.

Sempre attento a quello che scrivo e a come lo scrivo, ho avuto la possibilità di crescere professionalmente nel mondo delle parole, ma senza dimenticare il motivo per cui ho iniziato a scrivere: non solo amore ma autentica necessità. Scrivo di sport e arti marziali, argomenti a cui sono molto affezionato personalmente

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